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Chianciano Terme sorge su una collina che domina la fertile Valdichiana e la magica Val d'Orcia, famose ai tempi dei romani per la produzione di olio, vino e grano. E' un centro termale ricchissimo di acque minerali ad azione curativa. Circondato da colline boscose di querce, faggi, lecci e castagni, caratterizzato da un clima mite e immerso in un ambiente sano ed incontaminato.
Chianciano conserva testimonianze etrusche di notevole rilievo. La città offre tutte le possibili opportunità a chi cerca un soggiorno capace di coniugare la cura del corpo con escursioni a città d'arte, chiese, musei e rilassanti paesaggi , senza naturalmente trascurare l'aspetto enogastronomico di una terra che ha fatto conoscere al mondo l'olio extra vergine di oliva, vini come il Chianti, il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino e cibi come la bistecca alla Fiorentina o il formaggio pecorino. |
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La Val d’Orcia è una terra naturalmente luminosa e pulita nella quale il carattere agricolo della sua economia e il persistere dei suoi abitanti in attività legate alla terra o alla lavorazione delle materie prime del luogo, hanno salvaguardato il rapporto uomo-ambiente, elevandolo ad una dignità quasi ovunque sconosciuta.
In Val d’Orcia una civiltà agraria, che non si è mai arresa al progresso, accoglie gli ospiti come un tempo i viandanti e i pellegrini e li fa testimoni attivi e partecipi di una sperimentata e sincera convivialità.
Il paesaggio della Val d’Orcia, caratterizzato da un susseguirsi di rilievi collinari, è segnato dal tracciato medievale della Via Cassia (o Francigena): un tracciato che trova lungo il percorso i centri principali di San Quirico, Castiglione, Radicofani, e sul diverticolo per la Valdichiana, Pienza e Montalcino.
Tra i centri minori, particolare rilievo assumono Bagno Vignoni, San Giovanni d’Asso e il piccolo borgo di Montisi. |
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La Valdichiana è un ambiente dai profili dolci, dal clima mite e dalla rara prerogativa di accogliere una complessa ed interessante varietà di ambienti naturali.
Questo meraviglioso comparto territoriale, caratterizzato da un bacino termale fra i più importanti d'Italia, separato dai grandi centri urbani, ossigenato da grandi mantelli boscosi, è ritenuto uno dei più incontaminati d'Europa ed uno dei centri più raffinati della civiltà del pane, del vino e dell'olio.
L'ospite trova in questa zona l'ambiente ideale, grazie non solo alla bellezza del paesaggio e alla mitezza del clima, ma anche all'identità culturale del luogo, salvaguardata nei suoi valori più profondi.
Qui, infatti, sono ancora ben vive e presenti nei musei, nelle aree archeologiche, nei monumenti, nei centri storici e nel paesaggio, le testimonianze di una ininterrotta successione di culture (paleolitica, etrusca, romana, medioevale e rinascimentale).
A tutto ciò si accompagna la tradizionale ospitalità della popolazione che ha saputo realizzare accoglienti attrezzature disseminate nel verde della più bella e vissuta campagna toscana.
Il suo territorio è attualmente suddiviso in 20 comuni, di cui 8 in provincia di Siena: Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena; 8 in quella di Arezzo: Cortona, Castiglion Fiorentino, Civitella in Valdichiana, Forano della Chiana, Lucignano, Marciano della Chiana, Monte San Savino e Arezzo; vanno, inoltre, considerati lembi di territorio umbro appartenenti ai comuni di Castiglione del Lago e Città della Pieve in provincia di Perugina ed infine Monteleone d’Orvieto e Fabro in provincia di Terni. |
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Circondata dagli ulivi e dalle vigne del Chianti, Siena è una delle città più belle della Toscana. Sorta sulla cima di tre colli, la città è percorsa da ampi viali e stretti vicoli, che conducono al cuore della città, Piazza del Campo e a tutti gli altri edifici di richiamo culturale come il Duomo e lo Spedale di Santa Maria della Scala.
Famosa per il Palio, la corsa storica a cavallo, che si tiene ogni anno il 2 di luglio ed il 16 di agosto, Siena è anche sede di una delle più antiche università d'Europa.
La città è divisa in diciassette contrade, o zone della città. Ogni contrada si scontra con le altre durante il Palio e la rivalità competitiva è parte integrante dell'atmosfera dei mesi precedenti l'evento. Dieci contrade sono selezionate per ogni corsa, ad ognuna di esse è assegnato un cavallo, che correrà nella corsa di Piazza del Campo, mentre migliaia di persone, tra spettatori e partecipanti, trasformano la piazza in un mare vivente.
Ci sono due corse del Palio tutte le estati: una il 2 di luglio e l'altra il 16 di agosto. I festeggiamenti hanno inizio tre giorni prima di ogni Palio, anche se già da una settimana prima diventa evidente la trepidazione per l'evento. Durante questi giorni ci sono banchetti, parate, benedizioni dei cavalli e festeggiamenti di ogni tipo. La piazza viene chiusa poco tempo prima dell'inizio del Palio e, dopo le eventuali false partenze, i cavalli partono ed è tutto finito, prima ancora che la polvere si sia abbassata. La contrada vincitrice festeggia poi per settimane, con banchetti e discussioni, mentre le contrade perdenti possono solo sperare di poter vincere la gara successiva, con più preparazione e fortuna.
Lo stupore per coloro che assistono a questa corsa tradizionale, non è inusuale, perchè coglie gli stessi abitanti della città: il Palio è un fenomeno unico nel suo genere, che suscita forti emozioni, che gli abitanti di Siena considerano parte di loro stessi, essendo una tradizione fortemente radicata: un'esperienza da fare almeno una volta nella vita. |
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La cittadina, sorta lungo la via Francigena o Romea, che metteva in comunicazione, attraverso i santuari, l'Europa occidentale con Roma, evoca un'immagine dell'Italia medievale operosa ed intraprendente, elegante e raffinata.
Sede di un piccolo villaggio etrusco del periodo ellenistico (III-II sec. a.C.) iniziò la sua storia intorno al X secolo prendendo il nome del Santo Vescovo di Modena: San Gimignano, che avrebbe salvato il borgo dalle orde barbariche. Ebbe grande sviluppo durante il Medioevo, con una straordinaria fioritura di opere d’arte che adornarono chiese e conventi.
E' inoltre famosa per le sue 72 torri (ne restano soltanto 14), erette a simbolo della ricchezza e del potere delle famiglie di mercanti che vi risiedevano.
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La città di Volterra e il suo splendido circondario sono, probabilmente, in Toscana, una delle realtà più diversificate e ricche di attrazioni. L'indiscutibile tradizione storica si unisce alla splendida natura che offre, dalla morfologia, alla vegetazione, alla fauna, un patrimonio davvero imponente.
La città, gioiello d'arte etrusca, romana, medievale e rinascimentale, domina da un colle di 550 metri tutta la valle del Cecina, fino al mare.
A Volterra la storia ha lasciato il suo segno con continuità dal periodo etrusco fino all'ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate semplicemente passeggiando per le vie del centro storico, ma anche visitando i tre musei cittadini: il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica e il Museo d'Arte Sacra. Accanto a queste un paesaggio incontaminato, una qualità della vita ancora a dimensione umana e un artigianato artistico unico al mondo: l'alabastro.
Volterra, oggi, è una città non ancora contaminata dal ritmo vertiginoso della vita contemporanea e chi giunge sul colle volterrano ha subito l’impressione di trovarsi davanti ad una città particolare, dove si ha la sensazione di vivere nell’antico, fra le strette viuzze di un borgo medioevale, fra mestieri che affondano le radici in un passato etrusco.
La meta ideale per un soggiorno in Toscana,
alla scoperta di una delle zone più incontaminate della regione
che è nello stesso tempo a un passo dal mare
e dalle più importanti città d'arte.
Cortona.
Costruita su un colle dominante la valle sottostante, Cortona era un tempo fortezza umbra, ma tra il VII e l’VIII secolo a.c. passò sotto la dominazione etrusca.
Testimonianza della grande potenza etrusca e medievale che Cortona era, ci è data dalle imponenti mura che ancora oggi la circondano.
I monumenti principali da visitare: il Palazzo Pretorio, sede del museo dell’Accademia Etrusca, la Fortezza Medicea di Girifalco, la Cattedrale, il Museo Diocesano, la Chiesa di Santa Margherita, che domina il paese e il Convento delle Celle, fondato da San Francesco d’Assisi.
Montepulciano.
La particolare collocazione sulla dorsale collinare fra Valdichiana e Val d' Orcia ha segnato la storia della città di Montepulciano
Si innalza su un colle a 605 metri sul livello del mare e da esso si può spaziare sulle vallate e i territori di questo comune; il paesaggio è reso ancor più gradevole dalle coltivazioni di olivi e vigneti e dai molteplici aspetti naturali della zona come le colline cretose e i cipressi che modellano verticalmente il paesaggio. Dalla Torre del Palazzo rinascimentale del Comune si intravedono i Monti Sibillini e il Cimone e con tempo eccezionalmente chiaro il Gran Sasso d'Italia in Abruzzo.
Un' antica leggenda vuole Montepulciano fondata per volontà del presunto re etrusco Lars Porsenna. Si dice, infatti, che egli si trasferì da Chiusi sull'antico colle di Mons Mercurius seguito dagli abitanti di Chiusi che più tardi cambiarono il nome del colle in Mont Politicus.
Montepulciano è conosciuta principalmente per l'imponenza dei suoi palazzi rinascimentali, per l'elegante bellezza delle sue chiese e per il Vino Nobile, uno dei vini toscani più apprezzati a livello internazionale.
Chiusi.
Chiusi è considerata dalle fonti latine una delle più antiche città etrusche.
La città è famosa per le sue necropoli, che occupano le colline che fanno da cintura all’attuale abitato, e per i suoi cunicoli sotterranei.
Nelle campagne coltivate e nei boschi, nel corso dei secoli e soprattutto nell’Ottocento, furono riportate alla luce oltre un migliaio di tombe.
Le sepolture sono scavate nella morbida pietra arenaria, la quale, se permise di riprodurvi persino le strutture lignee delle case e di dipingerne le pareti, ne ha tuttavia facilitato il degrado, per la sua scarsa consistenza, tanto da rendere opportuno limitare l’accesso ad alcuni ipogei più famosi.
Le più importanti sono: la Tomba della Scimmia (480-470 a.c.), la Tomba del Leone (510 a.c.) e la Tomba della Pellegrina (utilizzata dal IV al II secolo a.c.).
Il sottosuolo del centro storico è attraversato da una fitta rete di cunicoli etruschi, collegati con antichi pozzi e cisterne e spesso riadattati, nel corso dei secoli, a magazzini e cantine dei palazzi soprastanti. A Chiusi la visita a questo complesso sistema sotterraneo offre anche le suggestioni legate alla leggenda di Porsenna.
Il Labirinto di Porsenna è sostanzialmente una serie di cunicoli di probabile epoca etrusca che intersecano quasi tutta Chiusi vecchia e che furono scavati con lo scopo di drenare le acque piovane. Nel labirinto non fu ritrovata la mitica tomba di re Porsenna che, secondo Plinio era stato sepolto sotto la città di Chiusi in un monumento dal basamento di 90 metri di lato e che racchiudeva un labirinto sormontato da piramidi e da una copertura di bronzo. |
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